Presentiamo un interessante schema
riassuntivo, d’immediata comprensione per gli addetti ai lavori che
rappresenta, in forma iconografica, il sistema di Paul Dennison.
Questo prospetto ci viene da Nicola Francescut, futuro consulente
nelle file di Brain Gym Italia, ed infermiere professionale presso
il reparto psichiatrico dell’Ospedale di Saronno.
Abbiamo chiesto a Nicola qualche parola di chiarimento in merito alle
riflessioni che lo hanno portato a coniugare le sue competenze con
le nuove conoscenze di Brain Gym e, dalla conversazione con lui, abbiamo
raccolto queste considerazioni. Il nostro cervello è costituito, come
sappiamo, dai tre sistemi corticale, limbico e rettile, cui si connettono
le tre dimensioni proposte da Brain Gym, ovvero la lateralità, la
centratura e la focalizzazione.
Possiamo idealmente sovrapporre queste tre aree funzionali alle caratteristiche
fisiche dell’essere umano, che identifichiamo come corpo, cuore e
cervello.
La loro posizione ci fa comprendere come si possa parlare di “funzionamento
ottimale del sistema” solo quando queste tre dimensioni lavorano in
equilibrio, sia singolarmente che nel loro insieme.
L’energia, seguendo una direzione ascendente, riesce a trasmettersi
solo in uno stato integrato. Se anche una sola di queste parti non
risultasse in equilibrio con l’intero sistema, sarebbe impedito il
normale flusso della miriade di informazioni in circolazione.
È ancora interessante osservare come, nella formulazione di un obiettivo,
si segua una procedura in sintonia con i principi della psico-endocrino-immunologia,
secondo la quale non è possibile rimuovere le paure che sono depositate
nella memoria dell’amigdala (un’area del sistema libico che tende
ad attivarsi in presenza di un’esperienza spiacevole, stressante,
“non affrontabile”), mentre il criterio con cui è formulato l’obiettivo
(positivo, attivo, chiaro ed energetico) vada ad attivare l’ippocampo,
altra area limbica nella quale vengono depositate le “strategie di
soluzione”.
Le tre immagini successive vogliono essere un modello riassuntivo
di come ogni dimensione possa essere rappresentativa della regione
anatomico-cerebrale, dell’area funzionale e della parte fisiologica
corrispondente, suggerendo inoltre il tipo di rapporto che esiste
tra le diverse zone del nostro corpo (alto/basso, davanti/dietro,
destra/sinistra), e delle caratteristiche di sofferenza che possiamo
aspettarci nel caso di un disequilibrio che scateni la conseguente
reazione di difesa. Nicola ci dice quanto sia stato affascinante scoprire
come il metodo Brain Gym getti luce anche in altre aree del sapere,
evidenziandone la dimensione olistica.
Noi lo ringraziamo e ci auguriamo che possa presto condividere con
noi ulteriori riflessioni in proposito.



Renata Costanzo