Il rispetto e la meraviglia!
E lo affermo con piena cognizione di causa,dopo aver attraversato,nel
mio percorso formativo,aree di conoscenze diverse,tesa a imparare
gli strumenti che le migliori teorie proponevano,per aiutare le persone
che si rivolgevano a me ad uscire dalla loro conflittualità e a risolvere
i loro problemi. Regolarmente,a dispetto di quanto sostenuto a livello
teorico,la realtà dell'esperienza sul campo ridimensionava le mie
aspettative.
E la ricerca continuava.
L'ultima scoperta è stata il Brain Gym.
Prima meraviglia fu la conoscenza e della personalità di Paul Dennison,e
del modo in cui arrivò a mettere a punto il suo metodo.
Ricercatore armato dei limiti che la sua fisiologia gli imponeva,dall'amore
che lo sospingeva a farsi prossimo dei più 'piccoli';dall'umiltà che
lo faceva sedere, ogni volta e ancora,sui banchi di scuola,per apprendere
dai chiropratici, dai fisiologi, dagli optometristi e dai pedagogisti
ed indagare nelle più svariate aree del sapere. Il suo atteggiamento
verso chi rimaneva indietro,rispetto ad altri,nelle sfide che la vita
propone,era profondamente diverso da quello dei clinici e degli educatori
del suo tempo. Il rispetto dell'altro gli insegnava che ciascuno di
noi è giàla migliore risultante di un grande processo evolutivo,è
l'esito di chi lo ha preceduto,il decantato di una serie di risorse
affettive,sociali,culturali,materiali ,che hanno contribuito a far
sì che noi siamo ciò che siamo.Il rispetto e la meraviglia lo poneva
al riparo dalla posizione di chi,presumendo di sapere,ritiene già
di conoscere la verità, di poter correggere o giudicare cosa sia giusto
o sbagliato ,chi ha torto o ragione,o di chi sia la colpa.
Dennison invece osservava e comparava, con il dono .e che è di pochi,di
vedere dove altri credono di saper guardare, e di ascoltare dove alri
si limitano a sentire. Il,, Brain Gym ,lo strumento da lui messo a
punto ,rispecchia ed interpreta,nella pratica del suo uso,lo spirito
della sua ricerca.
Brain Gym non usa i termini “problema” o “difficoltà”,che implicano
già un giudizio di valore,ma preferisce parlare di “sfide” ,termine
che evoca l’esercizio della libertà di scelta .
Non invita a cercare la “soluzione del problema”(spesso guardando
nelle aree che lo hanno strutturato e che lo rinforzano,come afferma
Paul Watzschlawich : “ plus ça ch’ange et plus c’est la mème chose”),ma
accompagna alla identificazione delle aree di miglioramento,sostiene
nella ricerca del migliore obiettivo per la persona,stornando l’attenzione
dagli ostacoli che ,giganteggiando davanti agli occhii impediscono
l’ attivazione delle risorse,ponendosi quasi come la prefigurazione
e l’alibi della sconfitta. Ci siamo abituati,davanti agli insuccessi,
o a guardare verso di noi colpevolizzandoci e sottostimandoci, o a
guardare verso gli altri sentendoci vittime di torti.
Da troppo tempo si tendei alla ricerca del” di chi è la colpa” e questo
atteggiamento impedisce di prendere coscienza delle nostre risorse
facendoci perdere la fiducia in noi stessi. Dennison,che questa fiducia
non ha mai perso,ha rivolto la sua attenzione non alla mente o alla
personalità,ma a quell’incredibile potenziale che si chiama cervello
e che stiamo solo ora im parando a conoscere. Egli ha guardato al
di là della mente che…..mente,mettendo in rapporto cervello,movimento,apprendimento
e comportamento mirato:
gli strumenti che ha identificato,una serie di movimenti semplici,hanno
come esito quello di attivare programmi di comportamento mirato ,che
pur già esistendo come potenziale,non sono ancora integrati con l’intero
nostro sistema.
E ‘ come se ci avesse dato la possibilità di avere in mano i comandi
per accedere, alle nostre risorse più profonde,lavorando su di noi
con i movimenti suggeriti dal Brain Gym per assumerci la responsabilità
di noi stessi e della realizzazione dei nostri obiettivi,restituendo
la gioia e la consapevolezza alle nostre scelte. Il movimento ,egli
dice, è la chiave dell’apprendimento.
Il metodo Brain Gym è l’unico che io sappia che realizza,nella relazione
aducazionale(nel significato etimologico della parola “e-ducere,condurre
fuori)un rapporto di collaborazione attiva da entrambe le parti:.chi
riceve una equilibrazione di Brain Gym,si assume la responsabilità
di eseguire gli esercizi di riattivazione dei circuiti, utilizzando
la sua volontà per sviluppare le risorse nel loro potenziale e assaporando
la soddisfazione per gli obiettivi raggiunti. Grazie Dennison.
Renata Costanzo