Brain Gym Italia: Trattamento congiuntivo di Logoterapia e Brain-Gym nella Dislessia

La Mantia Antonia
Logopedista presso Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Catania, Indirizzo: via Papale n° 36 CT, E-Mail: lamantia.antonia@tiscali.it

1. Introduzione
Carlo a.23, studente iscritto alla facoltà di economia, diagnosi di dislessia.

Carlo (nome del tutto convenzionale) giunge preso la nostra unità operativa o.r.l., ambulatorio di foniatria e logopedia nel maggio 2005.
Dall’anamnesi si evince una pregressa dislessia, diagnosticata nel periodo di frequenza delle scuole elementari.
Il ragazzo allora, intraprese un lungo periodo di trattamento logopedico, con discreti risultati nella lettura.
Oggi carlo studente alla facoltà di economia, prossimo al conseguimento della laurea, durante le estenuanti giornate dedicate allo studio e dunque alla lettura di testi universitari, iniziava ad accusare, con maggiore crescendo: diplopia, emicranie, senso di nausea, affaticabilità, nonché durante la lettura del testo, interposizione delle lettere.
Tutto ciò comportava nel ragazzo una deconcentrazione dal compito della lettura con enormi ripercussioni nel raggiungimento del suo obiettivo: “la laurea”.
Carlo decide così un’ulteriore approccio di tipo logopedico.
Esegue su prescrizione del foniatra, screening audiologico, e visita oculistica.
Fra gli esami audiologici vengono eseguiti i potenziali evocati con maggiore riguardo alla mmn “mismatch-negativity”.

2. Il trattamento
Dalla sottoscritta logopedista vengono proposti due trattamenti paralleli ma con medesimo obiettivo: il trattamento logopedico tradizionale ed il “brain-gym”.
La scelta è sicuramente dettata da due importanti motivazioni, che trovano fondamento nei principi base della kinesiologia educativa data dall’illustre pioniere paul dennison, nel campo della ricerca.
La prima trova fondamento nello sviluppo neurofisiologico e cognitivo, associato ai problemi inerenti i disturbi dell’apprendimento e la dislessia.
La seconda motivazione sono gli studi (relativamente recenti) che vedono protagonisti i potenziali evocati applicati nello studio dei disturbi dell’età evolutiva non associati ad alcuna disfunzione cerebrale ben definita come d.s.l. o d.s.a. o a.d.d. o a.d.h.d.
Negli studi tra dislessici e normali le differenze maggiori venivano evidenziate nei compiti uditivi e riguardavano prevalentemente le regioni posteriori del lobo temporale sx. ma anche ai lobi parietali e occipitali.
Tutti questi studi sono stati resi possibili grazie ai Potenziali Evocati.
La storia:
I Potenziali Evocati (Event.Related Potentials o E.R.P.)
Tecnica scarsamente invasiva utilizzata su larga scala anche in età evolutiva, tecnica a disposizione della clinica e della ricerca. Questa consente di ampliare le conoscenze sullo sviluppo dei meccanismi cerebrali alla base dei processi cognitivi, sensoriali, percettivi. La tecnica registra eventuali modificazioni delle onde sullo scalpo, viene dunque registrata l’attività elettrica congiunta di diverse aree cerebrali.
Nei P.Evocati sensoriali si ricerca l’integrità delle vie sensoriali dai recettori alla corteccia in questo caso gli studi sono su componenti esogene, e l’indice considerato sono le modificazioni di ampiezza latenza e topografia sullo scalpo.
I P.Evocati che studiano le componenti endogene, non vengono influenzate direttamente dalle caratteristiche fisiche dello stimolo ma generate o modulate dai processi psicologici associati all’elaborazione dello stimolo. La P300 è il potenziale endogeno più studiato, utilizza il paradigma di Oddboll (letteralmente, strano, bizzarro), al soggetto viene richiesto di rispondere a stimoli rari presentati all’interno di stimoli frequenti. Questa discriminazione involontaria e automatica genera negatività attorno ai 100-200 Msec. In regione frontale nella modalità uditiva chiamata M.M.N.,Mismatch negatività, cioè onda di negatività della discordanza fra stimoli.
Questa rifletterebbe una rappresentazione di un cambiamento ambientale.
Varie ricerche hanno dimostrato come lo sviluppo di alcune capacità cognitive si associ a particolari modificazioni dei P.Evocati o E.R.P.
Studi sugli E:R:P: hanno dimostrato significativi cambiamenti in rapporto a specifici processi cognitivi e loro modificazioni, come nell’apprendimento della lettura o nello span di memoria o ancora nell’organizzazione cerebrale (parola frequente nel BRAIN-GYM®) e processi cognitivi.
Nell’adulto tali stimoli devianti uditivi, ai quali non si presta attenzione determinano a livello della corteccia uditiva primaria modificazioni significative nella MMN.
Facendo riferimento al rapporto fra sviluppo cognitivo e sue modificazioni neurofisiologiche l’attività del Brain-Gym® diventa non più attività con solo riscontro empirico ma viceversa con riscontro da risultati di positività della MMN dunque dimostrabili sul piano strumentale.
Carlo eseguì i test muscolari del Brain Gym® dove emergevano risposte in Low Gear sia sulla lateralità, sia sulla focalizzazione che sui test visivi.
Il suo problema visivo riguardava i movimenti oculari sx-dx e viceversa. Il lavoro con il Brain-Gym® veniva eseguito tre volte a settimana con gli obiettivi e le pre-attività.
La maturità di Carlo, la precisione dei suoi obiettivi nonché i riferimenti positivi che ci dava lungo il percorso sicuramente sono stati di grande aiuto durante il lavoro.
Parallelamente abbiamo lavorato con le tecniche logopediche unitamente alla ricerca sistematica del carattere usato nei testi, della carta e della proiezione della luce durante la lettura e ancora l’azione spesso congiunta di questi tre elementi durante lo studio.

3. CONCLUSIONI
Dopo dieci sedute è stato eseguito il controllo della MMN, il risultato dava MMN positiva a sx, con enorme meraviglia e soddisfazione per noi operatori. La terapia logopedia continuò ancora per 10 sedute.
Fu suggerito a Carlo di eseguire il Brain-Gym® a casa prima che iniziasse lo studio: eseguire il P.A.C.E. e la riequilibrazione con vari esercizi (la civetta, zorro, cappello pensatore, l’elefante, l’otto, la scrittura a specchio). A fine ciclo la MMN risultava positiva anche all’O.dx.
Carlo aveva migliorato anche la sua attenzione e riusciva a leggere anche per due ore consecutive con buon profitto.
La tecnica del Brain-Gym® è stata non solo soddisfacente in termini di risultati ma dimostrabile clinicamente.

4. BIBLIOGRAFIA
• Nuovo Manuale di Logopedia,aut:Adriana De Filippis Cippone
• Manuale di Brain Gym(parte 1/2), autori: P.Dennison, G. Dennison
• Manuale di Neuropsicologia dell’età evolutiva, autore Giorgio Sabbadini