ALLA RICERCA
DELL’ARCOBALENO
Lorena Cicero (logopedista) C’era una volta un ragazzino di nome Daniel che abitava in un paesino in montagna. Un giorno il suo paese fu colpito da un violento temporale ,il cielo divenne buio e il povero ragazzo, che abitava da solo, ebbe molta paura e si infilò sotto le coperte. All’improvviso la sua stanza si illuminò e comparve una signora dai mille colori; ella rassicurò subito Daniel dicendogli di non avere paura , gli si avvicinò e gli mise una mano sul collo e una sulla sua pancia (punti del cervello). Il ragazzino tremava tutto ma quando sentì le tiepide mani della bella signora si calmò. La signora aveva delle mani grandi e belle e il ragazzino stava ad osservarle mentre lei lo sfiorava. Dopo un po’ la tempesta finì e dalla finestra il ragazzino vide una cosa straordinaria. Chiese subito alla signora cos’era e lei rispose che era l’arcobaleno. Daniel rimase incantato dai mille colori di questo immenso arco; ad un certo punto la signora disse a Daniel che se voleva dare prova del suo coraggio al suo paese doveva partire alla ricerca dell’arcobaleno, dopo di che ella scomparve. Daniel non riuscì a dormire e dopo aver pensato a lungo decise di partire alla ricerca dell’arcobaleno e così finalmente avrebbe dimostrato a tutti che era un ragazzo forte e coraggioso. Dopo aver preso con sé tutto ciò che gli serviva per il lungo viaggio, partì. Era così contento che anziché camminare comincio a correre (cross crowl), e corse, corse, corse fin quando sfinito decise di fermarsi. Era molto stanco cominciò a sbadigliare, bevve un po’ d’acqua e per riposare meglio incrociò le gambe e le braccia ma poiché avrebbe dormito all’aperto nascose le sue braccia sotto le ascelle (contatti crociati 1). Così si addormentò in un sonno profondo e molto piacevole. All’alba si svegliò e si accorse che l’arcobaleno era scomparso allora disperato unì le sue mani (contatti crociati 2) quasi per pregare, nella speranza che la bella signora ritornasse per aiutarlo. E così fu , infatti dopo un po’ la signora comparve dicendogli di non disperarsi ma di seguire solamente ilഊsuo cuore. Le parole della signora diedero molta fiducia a Daniel che si rimise subito in viaggio.. e corse………(cross crowl). Ad un certo punto si trovò davanti ad un burrone ; era molto alto e profondo e non poteva saltare , allora decise di scivolare lungo le pareti (allungamenti di braccia e gambe). Arrivato giù si ritrovò un altro ostacolo: un piccolo fiumiciattolo. Su questo fiume scorrevano delle giganti foglie e così decise di salire su una di queste; per lui fu un esperienza bellissima (trottola) e cominciò a girare su se stesso, a destra a sinistra, avanti e indietro, fin quando quasi per magia si ritrovò nella sponda opposta. Una volta a terra però doveva risalire la valle ma non fu difficile :c’era una piccola scaletta di legno e anche se Daniel aveva molta paura cominciò a salire(cross c.) arrivato in cima si volle riposare anche perché le sue gambe erano stanche e doloranti. A quel punto comparve la signora che con le sue calde mani cominciò a massaggiare prima una gamba e poi l’altra (massaggio e allungamento del polpaccio); il ragazzino era molto felice perché capì che non era mai solo e quando avrebbe avuto bisogno la signora ci sarebbe sempre stata. Trascorse sotto un albero la sua seconda notte e appena fu mattino si svegliò; si accorse a quel punto che l’albero che stava sopra di lui era un albero di ciliegie per le quali egli andava matto; così si arrampicò e allungando le braccia (allungamento del braccio) ne prese una, poi un’altra e un’altra ancora fin quando si saziò. Prima di andare via la signora gli aveva detto di osservare bene il volo degli uccelli infatti essi gli avrebbero indicato la strada, e così egli fece. Si accorse subito che gli uccelli avevano un movimento strano: prima descrivevano un cerchio su di un lato e poi lo descrivevano sull’altro lato. Daniel provò a seguirlo con il dito (otto orizzontale); fu allora che gli uccelli cominciarono a descrivere una sorta di catena che indicava la direzione da seguire; così si rimise in marcia. L’arcobaleno era nuovamente sparito ma egli non si arrese e continuò. Dopo aver percorso molta strada e dopo aver trascorso diversi giorni e diverse notti all’aperto, giunse ai piedi di una montagna ; lì vide un enorme cannocchiale e pensò subito di guardarci dentro prima con un occhio e poi con l’altro (elefante); improvvisamente il cannocchiale cominciò a muoversi. Fu allora che Daniel vide un posto meraviglioso pieno di colori , di animali che correvano da tutte le parti, di fiori bellissimi di tutti i colori ,gialli, verdi , rossi,blu . Il piccolo Daniel rimase incantato dal meraviglioso mondo che aveva visto ma non aveva dimenticato l’arcobaleno e poco dopo si ritrovò a scalare la montagna. In cima alla montagna sentì uno strano fruscio , non riusciva a capire da dove provenisse così provò ad aprire bene le sue orecchie (cappello pensatore); era il fruscio delle acque di un ruscello, forse la sua ricerca si stava concludendo, l’arcobaleno era vicino! Trascorsa l’ennesima notte, all’alba si svegliò poiché una forte luce gli illuminava il viso. Quando aprì gli occhi lo vide: era di fronte a lui, immenso, luminoso e poteva vedere anche da dove nasceva! Preso dalla gioia cominciò a correre e in men che non si dica arrivò in fondo alla valle. Si rese subito conto che quel paesaggio lo aveva già visto, sì, attraverso il cannocchiale. Ma dal vivo era ancora più bello: c’era un piccolo ruscello, farfalle di tanti colori che gli volavano intorno, uccellini che cantavano felici e quel meraviglioso arco che nasceva dalle acque del ruscello. Egli si avvicinò al ruscello e nel suo fondale vide tantissime pietre preziose di mille colori che luccicavano e tanta terra anch’essa di mille colori, ecco cos’era l’arcobaleno. Era così felice che si buttò nel ruscello, cominciò a cantare, ballare; era riuscito nella sua impresa mostrando tantissimo coraggio. Adesso non gli interessava più farlo sapere agli altri, sarebbe rimasto lì godendo di quel meraviglioso mondo a mille tinte della felicità. Invitiamo gli operatori di Brain Gym ad inviarci fiabe ed altri strumenti pedagogici per praticare B.G. |