Il caso che presentiamo
riguarda un bambino di nove anni, che chiameremo convenzionalmente Matteo,
alunno della IV elementare in un paese della provincia di Palermo.
Il caso è stato inizialmente seguito dallo psicoterapeuta G. La Mantia, che attraverso visite a domicilio e nell’ambiente scolastico, nonché attraverso colloqui familiari, ha fatto un’indagine di tipo osservativo-esplorativo. L’anamnesi familiare ha evidenziato nel bambino un attaccamento di tipo insicuro-evitante e un certo disagio psichico da parte della madre durante la fase prescolare di Matteo. Tale disagio ha, probabilmente, avuto conseguenze sul comportamento di Matteo che presentava un’irrequietezza di base rilevabile anche nel rifiuto di semplici regole e delle più comuni norme sociali. Il comportamento del bambino si rivelava particolarmente disturbato nel contesto scolastico, ove netto si evidenziava il rifiuto di stare a scuola con i compagni. Considerati gli aspetti del caso, si è deciso di intervenire con il Brain Gym che è parte integrante delle cosiddette tecniche di “equilibrazione attiva”. Il Brain Gym, infatti, è uno dei metodi di Kinesiologia educazionaledove si associano determinati movimenti ad apprendimenti specifici. La scelta di tali tecniche è stata determinata dalla loro efficacia nel raccogliere le sfide proposte dai blocchi dell’apprendimento e nel vincerle. Ho seguito il bambino per un periodo di circa sei mesi. Matteo presentava diffusi disturbi dell’apprendimento che si manifestavano nel rifiuto di leggere e di scrivere. Nonostante la sua età e la classe frequentata, Matteo aveva acquisito solo alcuni degli obiettivi minimi pertinenti all’abilità di lettura e di scrittura. La tecnica del Brain Gym, associata ad una cura omeopatica a base di fiori di Bach, ha subito sortito effetti positivi. In ambito scolastico, Matteo riusciva ad essere più concentrato su un compito e quasi non aveva più atteggiamenti aggressivi nei confronti dei compagni; inoltre, su un periodo più lungo, si è potuto verificare un miglioramento complessivo delle abilità di apprendimento. In ambito domestico, il cambiamento di Matteo, la fiducia e la stima ritrovate hanno avuto un risvolto positivo anche nelle dinamiche familiari. Con il susseguirsi delle sedute di Brain Gym il bambino ha iniziato ad acquisire una diversa percezione del proprio schema corporeo acquistando maggiore libertà ed autonomia. Inizialmente, Matteo presentava diverse carenze sia sul piano fisico che emotivo: non aveva sviluppato adeguata motricità fine, coordinamento oculo-manuale né organizzazione spazio temporale; inoltre, non riusciva ad esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti con parole e gesti adeguati. Alla fine del trattamento, Matteo ha manifestato il desiderio di prendere volentieri il pullman del servizio scolastico per andare a scuola ed è riuscito ad organizzarsi autonomamente con i propri compagni per andare agli allenamenti di pallone (suo grande desiderio inibito dalla paura di non essere all’altezza della situazione e del compito). La terapia ha creato uno spazio ludico e favorito la creatività. Il Brain Gym ha facilitato l’esplorazione e l’autonomia soprattutto attraverso i giochi di espressione corporea propri a queste tecniche e noti come “gioco dell’elefante” e “gioco dell’aquila”. Il trattamento ha favorito e migliorato l’immagine positiva di sé, creato una maggiore fiducia nei propri mezzi e stimolato la libertà di giudizio. Dopo circa un anno, abbiamo appreso dai genitori di Matteo che egli sta bene e che a mantenuto e rinsaldato i risultati acquisiti. |