Intervistiamo
Teresa Vigo membro fondatore dell’Associazione Brain Gym Italia
D. Chi sei e che cosa fai? R. Sono Teresa Vigo, terapista della riabilitazione, psicomotricista e Kinesiologa (insegnante di Brain Gym riconosciuta dalla Kinesiology Foundation e istruttore di Touch For Health riconosciuto dal Collegio Internationale di Zurigo). Sono specialista in audio-psico-fonologia (Metodo Tomatis). Ho elaborato una disciplina, Armonizzazione Posturale. Ho uno studio di Riabilitazione neuropsicosensoriale, che accoglie persone in difficoltà di movimento (neuromotulesi e cerebrolesi) e o ritardo psicomotorio e/o problemi di linguaggio e di apprendimento scolastico. Le discipline che pratico sono le seguenti: Kinesiterapia (Metodo Mézières e ginnastiche dolci) Armonizzazione posturale, Psicomotricità relazionale, audiopsicofonologia (Metodo Tomatis), Educazione Cinestesica (Brain Gym, Vision Gym, Integrazione dei riflessi dinamici e posturali ecc.) e Kinesiologia applicata Touch for Health. Tengo Corsi di Formaizone in Psicomotricità, Audio-psico-fonologia Brain Gym, Touch for Health, Armonizzazione Posturale. Dal 2001 sono socio fondatore con Silvano Roi, e altri dell’Associazione Brain Gym Italia e membro del Direttivo della stessa associazione. Dal 2002 sono socio fondatore dell’Associazione Italiana di audio-psicofonologia. Dal 2002 socio della S.I.M.P.I. (Società Italiana di Medicina Psicosomatica) D. Come hai incontrato la Kinesiologia? R. Ho incontrato la Kinesiologia Educativa in un corso di formazione in Brain Gym tenuto a Milano da Silvano Roi, nel 1999. Sono rimasta attratta e conquistata da questa meravigliosa disciplina ed ho capito immediatamente le possibilità che si aprivano per continuare il mio percorso personale e professionale. Una settimana dopo ho iniziato, nel mio studio, ad applicare il metodo e a sperimentare con successo i miglioramenti che avvenivano, anche con rapidità nelle persone venute in consultazione. Da quel momento B.G. ha accompagnato la mia vita e la mia professione e ho continuato il percorso di formazione con Silvano Roi e successivamente a Caan con Paul Landon per conseguire il titolo di insegnante/consultante di Brain Gym. Dopo ho conseguito il titolo di Istruttore di Touch for Health nell’Istituto Belga di Kinesiologia con Dominique Monette. D. Da quando pratichi la Kinesilogia fai “cose nuove”? e cosa? R. E’ cambiata la modalità di relazione con la persona che viene nel mio studio per essere aiutata a migliorare le personali prestazioni. Da un modello medicale sono passata ad un modello educativo. Accompagno la persona nel percorso da essa scelto per raggiungere un benessere che è talvolta anche l’accettazione del proprio disagio, che spesso, proprio da questa consapevolezza inizia la strada verso il miglioramento della propria condizione. Per esempio la “correzione della postura” è diventata adesso “consapevolezza della propria attitudine posturale” e la ricerca da parte dello stesso paziente aiutato dal terapeuta degli strumenti utili per il miglioramento delle funzioni talvolta compromesse. Sicuramente sono proposte “nuove” che si integrano nel contesto di disciplina già da me conosciute e sperimentate. Anche nell’impegno didattico propongo “cose nuove”, promuovendo l’attenzione sul supporto energetico che muove ed anima gli strumenti della nostra condotta (movimento e linguaggio). Per cui ogni percorso di formazione diventa, come è stato per me, un percorso di crescita personale e professionale. D. Tra le patologie tu tratti le scoliosi, che relazione c’è tra gli occhi e la scoliosi? R. Una pratica costante nell’approccio al trattamento della scoliosi è l’osservazione dell’attitudine della persona: attitudine posturale, relazionale e mentale. Anche la Edu – K si basa sull’osservazione delle tre dimensioni, strutturale, emotiva, razionale. E sulla relazione tra cervello, muscoli e meridiani energetici. Osservando la persona con scoliosi (e altri problemi motori e/psicomotori) si vede come alcune funzioni non sono supportate da una energia tale da consentire prestazioni al massimo delle loro potenzialità. Tale squilibrio energetico agisce sui muscoli, apportando differenze toniche tra un lato e l’altro dell’emisoma, sul blocco superiore e inferiore, sulla corrispondenza muscolare avanti/dietro e quindi favorendo torsioni e inclinazioni che portano la persona in una postura dismorfica in statica e in dinamica. Assai evidente la relazione tra la funzione degli occhi e dell’udito (integratore Vestibolare e integratore ottico) e il controllo dell’equilibrio tonico e del sequenziale nelle performances quotidiane e sportive. L’attitudine fisica della visione è implicata fino a creare deformità posturali e funzionali del movimento seguite da problemi di focalizzazione. Per esempio una posizione scorretta usata quotidianamente per “aggiustare” il campo visivo nel leggere e nello scrivere, poiché coinvolge i muscoli del blocco superiore e l’atteggiamento del bacino, determina nel tempo una torsione del tratto cervicale e dorsale della colonna e altri inevitabili compensi degli altri segmenti dorsali e sacrali producendo una scoliosi. Altro esempio: se un vissuto di paura ha condizionato l’irrigidimento della colonna per contratture della catena muscolare posteriore e tale situazione posturale ha determinato una proiezione della testa in avanti, in atteggiamento surfolcalizzato, tale atteggiamento aiuterà a stabilire una postura scorretta con conseguente ricaduta sull’andatura e su altre prestazioni di movimento. E’ li che il lavoro sugli occhi diventa prioritario insieme alle tecniche di aggiustamento posturale. Utilizzo B.G. a tutto campo nel trattamento delle scoliosi equilibrando la persona laddove è indicato dal test muscolare. Per lo più la funzione da equilibrare si riferiscono a quelle della visione, dell’ascolto con particolare riguardo alla focalizzazione. Il menù è ricco e vario. Esempio: la trottola: libera il sacro, massaggiando i tendini della fascia lata e del grande gluteo e stimolando i riflessi delle anche indeboliti per l’eccesso della posizione seduta. Stabilizza la pelvi e libera la torsione del bacino. Favorisce il lavoro coordinato bacino, spalle, occhi. La bicicletta: evidente la corrispondenza occhi-movimento della testa-colonna verticale. Importante e significativa la liberazione del movimento del diaframma separato da quello dei muscoli dello stomaco. La civetta: movimento sequenziale degli occhi. integrazione della visione e dell’ascolto nell’insieme dei movimenti del corpo. Integrazione della visione e dell’ascolto nell’insieme dei movimenti del corpo. Liberazione dei muscoli della nuca. Punti degli emisferi: migliore coordinazione dei due occhi, può alleviare lo stress visuale, la superfocalizzazione e lo strabismo. Libera la muscolatura del collo. Punti della terra: nella consegna guarda verso il basso un punto vicino poi verso l’alto un punto lontano (visione prossima vicina e lontana, attiva la coordinazione parte superiore/parte inferiore del corpo, diminuisce lo strabismo e la superficalizzazione. Ricordiamo: nella postura ideale della lettura Dennison raccomanda testa eretta in una posizione confortevole, mento rientrato e gola aperta. Tutto ciò è….. una buona postura!) E infine otto dell’infinito: integra il campo visivo destro e sinistro, permettendo alla persona di traversare la linea mediana senza interruzione. Attiva il cervello per il miglioramento della visione periferica e della motilità oculare. Il collo resta decontratto. Migliora la percezione della profondità e quindi l’equilibrio e la coordinazione. E tanti, tanti altri esercizi e loro varianti divertenti e utili! A questo menù si aggiunge quello del Vision Circles: lavori come la sfera, le finestre, le biglie rotanti e altri favoriscono la visione interna e quindi una osservazione della propria corporeità, dei propri vissuti e della relazione spazio personale/spazio che ci circonda. Questa osservazione consente alla persona di “prendersi in carico” e di elaborare e trasformare vissuti che cristallizzati nei muscolari hanno creato blocchi energetici e conseguenti alterazioni posturali. Vision circles è una chiave che apre alla consapevolezza corporea, consente l’equilibrio delle dimensioni e quindi la riduzione conseguente delle curve scoliotiche. D. Perché questo sistema funziona e quale è l’ipotesi che supporta questo lavoro? R. Questo sistema funziona perché l’ipotesi che supporta questo lavoro nasce dall’attenta “lettura” della neurofisiologia da parte di Autori contemporanei, quali Mac Lean che ipotizza la teoria del cervello tri-unico. Inoltre ricordo che il lavoro per le scoliosi è sempre accompagnato da sedute di Armonizzazione postuale, tecniche da me elaborate e che si rifà alla tecnica Mézieres e ad altre ginnastiche dolci. D. In proporzione quanti casi di scoliosi hai trattato con esito positivo? R. Su casi l’80% ha avuto esito positivo, il 20% un miglioramento soddisfacente. D. Ci sono casi in cui non ci sono stati risultati? R. Nessun caso. C’è da dire che io prendo in carico solo persone disponibili per un percorso che coinvolge la totalità delle persone, nella sua dimensione strutturale, emozionale, razionale e non intraprendo trattamenti che differiscono da questa modalità. Per ulteriori informazioni: Atelier di movimento e comunicazione “ Il Feotto” di Teresa Vigo Badalà. Lungomare Cottone N° 7 Fiumefreddo di Sicilia (Catania) Tel 095/641249. Cellulare 3407406153 |